Savatage

Dead Winter Dead

Anno di produzione Casa discografica Tipo di disco
1995 Spv Concept album

Questo disco, nasce in un periodo storico molto travagliato per l'Europa e il mondo: in quella che ormai è l'ex Jugoslavia, infuria la guerra; una guerra di razza, una guerra di religione, una guerra di uomini...

Si sa poi che Artisti particolarmente sensibili rimangono sempre molto colpiti da tragedie simili, ed è proprio questo il caso dei Savatage con questo meraviglioso album.

Tralasciando per un momento il concept, di cui si parlerà più approfonditamente più in là, mi soffermo sulla prima impressione che si ha ascoltando l'album senza conoscerne le implicazioni letteral-filosofiche. L'opener Overture si snoda su un mid-tempo piuttosto cupo e cadenzato da un'orchestrazione quasi Beethoweniana che ci guida alla seconda traccia, Sarajevo. Questa inizia con un piano ed una linea di cantato, che in sostanza, introduce la storia.This is the Time , è il primo pezzo vero e proprio del disco, una metal ballad con dei soli ed una linea vocale di impatto notevole, che lascia già intuire quale sia la caratura del disco intero.Da notarsi sopratutto la pasta sonora eccellente: la voce di Stevens troneggia sulle chitarre e sulle orchestrazioni, accompagnando l'ascolatore verso i sontuosi assoli di Pitrelli e Caffery.Questa ingannevole tranquillità è presto rotta da I am brano cantato da Jon Oliva.Spendo due parole su questo brano che parla dell'ottusità umana: ossessivo, cupo, lacerante...fa quasi scoppiare la testa...Segue la bella Starlight, pezzo inframezzato da botta e risposta tra orchestra e band, quasi a far sentire l'ascoltatore in mezzo ad un vero bombardamento. Si ritorna poi al metal classico con Doesn't Matter Anyway tirata e convincente. Dopo l'accorata preghiera di This isn't what we meant, inizia il grandioso rush finale: Mozart and Madness introduce la title Track Dead Winter Dead, neanche il tempo di tirare il fiato e l'agghiacciante immagine di One Child irrompe dalle nostre orecchie; sontuosi qui i cori a quattro voci (che ritroveremo tra poco...). Christmas Eve ci culla ra le dolci note di un violoncello, solo per poi gettarci nell'angoscia dell'atrocità umana che letteralmente uccide questo suono melodioso...Il gran finale non poteva che essere affidato alla meravigliosa Not what You see, ballad incredibile, da non ascoltare troppo per non correre il rischio che un pezzo di tale bellezza venga a noia.

Ora voi direte :"beh, bravo Corso, sono capaci tutti di scrivere su certe tematiche..." Io non credo. I testi sono tutti scritti in maniera insolita e collegati tra loro da versi che tutto sono, fuorchè scontati. Lo sposalizio poi tra l'immagine testuale e quella musicale è incredibile, per non parlare del palese coinvolgimento emotivo dei musicisti.

Eh si, i musicisti...Vale la pena spendere due paroline su costoro. Le indubbie doti tecniche, vengono sacrificate all altare della musica fine alla comunicatività umana, nonostante non manchino dimostrazioni di perizia sullo strumento (specie da parte dei chitarristi e del cantante...)

Insomma: la musica è di altissimo livello, tanto che alcuni passaggi sono fusi alla perfezione con brani noti e meno noti di Beethowen e Mozart; la parte lirica non è da meno, e non parliamo della parte emozionale...

Cosa aspettate ad andare a comprarlo?????

Il Corsovoto è : 10

A proposito consiglio a tutti i volenterosi di visitare questi siti

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