Helloween

Keeper of the Seven Keys Part I&II

Anno di produzione Casa discografica Tipo di disco
1987 Noise International Concept Album
1988 Noise International Concept Album

La decisione di recensire due dischi assieme non è casuale.Un po' per la loro storicità (eh sì, questi due dischi hanno letteralmente creato l'attuale Power Metal), un po' perchè sono un consequenziale all'altro e mantengono una struttura intrinseca molto simile (ad es in entrambi i dischi contengono una piccola suite da circa 13min...)

Il primo disco apre con Initiation, breve pezzo strumentale molto cadenzato e forte dove le tastiere chiamano le chitarre fino a lanciare I'm Alive vera opener del disco:ritmica serratissima,ritornello "anthemico"(di quelli che non ti levi dalla testa per un bel po') e passaggi strumentali caratterizzati da chitarre all'unisono e soli killer

Segue la deboluccia A Little Time (unico pesso scritto dal cantante Kiske),ma solo nella strofa,il ritornello risulta molto gradevole e quasi fa dimenticare la scontatezza del testo.

Ci rifacciamo subito con Twilight of the Gods, pezzo tiratissimo in cui anche il testo non è così scontato.Ancora,come in tutto il resto del disco la voce di Kiske suona acuta e potentissima e sui passaggi all'unisono delle due chitarre di Hansen e Weikath la ritmica accelera...

Una chitarra molto effettata e pulita ci introduce alla triste ballad A Tale that wasn't Right dove la voce di Kiske la fa da padrona in un ritornello da brivido che darebbe comodamente la paga a tutti quei cantantucoli sanremesi che siamo costretti a sorbirci per una settimana l'anno.

Il singolo di questo disco fu Future World, il brano forse più riuscito,la classica metal song alla crucca(eh sì,i Nostri sono dei bei tedesconi...) potente e piena di urla del povero Kiske che non di capisce come faccia ad andare così in alto.

Tredici minuti e diciotto secondi potrebbero sembrare troppi per una canzone ma passano abbastanza in fretta nel caso di Halloween che verso l'inizio ha un chè di megadethiano nelle ritmiche (sopratutto nel basso) ma con cantati decisamente meno sguaiati rispetto a quelli del buon Dave.Il ritornello non appare all'altezza forse per la bella voce di Kiske che però se usata solo per urletti risulta un po' fastidiosa.Di indubbio valore tecnico i soli incrociati delle due chitarre.Il passaggio di chitarra pulita arpeggiata, a parte il suono fastidiosissimo della stessa, mette inevidenza le doti liriche del cantante.

Follow the sign chiude il primo disco,quasi un minaccioso preludere alla seconda parte...

Invitation invece prelude con tanto di orchestrazioni e chitarre che faranno scuola nell'epic metal degli anni a venire ad una seconda parte che prende letteralmente il volo con Eagle Fly Free,una power song da far fare headbanging per tutti i suoi cinque minuti a noi bravi metallarozzi cattivi e incazzati.Grande in basso sotti i soli killer delle due chitarre,grande anche il solo di basso.

Molto meno riuscita You Always walk Alone,che apre in un mid tempo scontato e presenta una voce troppo effettata e forzata nei cantati.Il brano si risolleva nel ponte per poi darci un classico ritornello power,carino ma nulla più.

Indecente la pseudo risata nell'intro di Rise and Fall che invece poi si rivela una discreta canzoncina con il ponte quasi più bello del ritornello in cui la acutissima voce di Kiske stride un po' troppo.

In Giappone il singolo fu Dr. Stein, canzone molto bella fino al ritornello, a parer mio un po' troppo scontato e popolaresco nella melodia.

Scuri e cupi l'intro e la prima strofa di We Got the Right, mid tempo alla Iron Maiden che,si sa, hanno fatto scuola.Particolare il ritornello che parte quasi solo accennato e, grazie ad uno splendido lavoro vocale prende poenza.

Molto attuale l'aperture di Save Us fresca come sonorità anche la strofa,purtroppo un po' debole il ritornello.Taglienti ed azzeccati i soli delle due chitarre,bello e coinvolgente il finale.

March of time è la calssica power song da cui hanno attinto tutti gli attuali re del metal che tanto è in voga in questi ultimi anni,sopratutto gli Edguy che potremmo definire veri emuli dei Nostri.Comunque credetemi questa è davvero una bella canzone.

Quello che fu invece singolo in Europa è un pezo veramente bellissimo: I Want Out;questa canzone suona fresca ancora oggi ti coinvolge e ti fa muovere la testa a tempo...da avere assolutamente.

Anche questo disco non è privo di una bella canzone da tredici minuti: Keeper of the Seven Keys.Brano complesso e ricco di varazioni (per lo più azzeccate, cosa che ad esempio mancherà ai Gamma Ray,nati da alcuni dei componenti di questa band,nei brani così lunghi), un ritornello lento, cadenzato ma deciso e molto orecchiabile.

In conclusione posso tranquillamnete dirvi che non è che questi due siano dischi splendidi ed immortali,solo è indispensabile averli per la loro storicità e per quei tre o quattro brani a disco che sono veramnete monumentali.Agli altri pezzi purtroppo manca spesso qualcosa,sono incompleti (chessò,ad es Rise and fall ha un ponte che è più bello del ritornello e che quindi sminuisce quest'ultimo...non è che sia un complimento per un pezzo metal...).Pecato per i testi a volte davvero bruttini.

A voi l'ardua sentenza fatemi sapere cosa ne pensate!

Il Corsovoto è : 7,5 complessivo 7 la I parte e 7,5 la II.

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